SAN FRANCESCO: PATRONO D’ITALIA

Il 18 giugno 1939 Pio XII proclama San Francesco d’Assisi patrono d’Italia, insieme a Santa Caterina. Nel 2005 il Parlamento italiano sancisce il 4 ottobre “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”.

Santo tra i più amati dalla fine del Medioevo, “fratello e amico di tutti”, studiato a scuola dai bambini, pacifista ed ecologista anti litteram, con il suo carisma mise in pratica i principi del Vangelo con purezza e semplicità. “Francesco d’Assisi è per me l’uomo della povertà, della pace, che ama e custodisce il creato” dice Papa Bergoglio. Umile e rispettoso amava il prossimo suo come se stesso.

Il suo corpo è tumulato sotto l’altare della Basilica Inferiore di Assisi. Fu Fra Elia a deporre il corpo del Santo sotto l’altare maggiore in un sarcofago di pietra, chiuso da una gabbia di ferro e ricoperto da lastre di travertino con colate di calcestruzzo per paura che venisse trafugato.

Riscoperta la salma solo nel 1818, dopo attente analisi e esami, Pio VII dichiarò certa l’identità del corpo di San Francesco, decretandone l’assoluta inamovibilità dal luogo originario, ordinando anche l’allestimento di una cripta decorosa e pienamente agibile.

La cripta, realizzata in stile neoclassico dall’architetto romanico Pasquale Belli, venne tra il 1926 e il 1932 dall’architetto Ugo Tarchi, trasformata in stile neo-romanico per avvicinarla a quel sentimento di semplicità, vessillo del francescanesimo.

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A metà della navata centrale della Basilica, attraverso due rampe di scale si accede alla cripta del Santo. Nel luogo, volutamente spoglio, la salma di Francesco, racchiusa da quattro muri, è inserita in una cassa bronza, deposta in un sarcofago di pietra. Agli angoli, in nicchie, sono tumulati i resti di quattro suoi compagni: Ruffino, Leone, Masseo e Angelo. All’incrocio delle scale di accesso, si trova la tomba della beata Jacopa dè Settesoli.

A illuminare la tomba di Francesco è stata posta una lampada votiva, realizzata nel 1939 dall’architetto Ugo Tarchi, il cui olio di alimentazione, a rotazione ogni anno, è donato dalle Regioni italiane, in occasione della festività del 4 ottobre.

Nel 1978, su disposizione di Paolo VI, si procedette ad una nuova ricognizione del corpo di San Francesco, che permise un migliore intervento conservativo delle spoglie, le quali vennero sistemate in una scatola di plexiglass e reinserite nell’originale urna di pietra.

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