Eremo Santuario Beato Rizzerio

L’Eremo Santuario, immerso nel verde di Muccia, cittadina marchigiana sulla via tra Assisi e Loreto, sorge sulla tomba del beato Rizzerio, compagno e frate guardino di Francesco. Il Santuario, in stile romanico, ricostruito negli anni settanta sopra le fondazioni della Chiesa di San Giacomo, conserva una preziosa reliquia, la mano destra del beato.  

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Rizzerio, Bonconte dei Baschi di Alviano, nasce nobile nel 1190 nel Castello di Giove (Muccia). Durante i suoi studi di avvocatura a Bologna insieme a Pellegrino da Falerone incontra Francesco. Scosso dalla potenza della sua semplicità, Banconte lascia con Pellegrino l’Università, rinuncia a tutti i suoi beni ed entra nell’Ordine con il nome di Rizzerio. “Tu, Pellegrino seguirai la via dell’umiltà e tu Rizzerio servirai i frati”disse loro San Francesco.

Guardiano personale di frate Francesco, giurista e letterato, Rizzerio partecipa alla stesura della “Regola bollata” da Onorio III nel 1223. Ma un’ idea fissa accompagna la sua vita, come ci riporta Tommaso da Celano nella Vita I, “amante di Dio e disprezzatore di se stesso, aveva il pio e fortissimo desiderio di assicurarsi la benevolenza del santo frate Francesco e lo tormentava il timore che il frate lo aborrisse negandogli il suo affetto. Era convinto infatti che chiunque era sinceramente amato da San Francesco meritava di essere amato anche da Dio e che sarebbe incorso nell’ira del giudizio di Dio, chiunque era indegno dell’approvazione del Santo”.

Sempre provato e in profonda sofferenza, ad Assisi Rizzerio ottiene la benevolenza tanto cercata: “fra tutti i frati che sono la mondo io amo te singolarmente”. Rimasto sino alla fine accanto a Francesco, dopo la sua morte torna nelle Marche, dove ricopre per 5 anni l’incarico di Provinciale della Marca di Ancona. A Muccia si ritira a vita eremitica, vivendo di preghiera, di digiuni e di penitenze in capanne di fango e legno.

Il 7 febbraio 1236 termina la sua vita terrena in solitudine e in silenzio. Un‘esistenza spesa tra l’amore della conoscenza e il totale rispetto per la Regola fu quella di Rizzario, che più volte si era sentito dire dal padre Francesco: “i frati debbono avere solo la tunica, il cingolo e le brache e solo se necessario i calzari”. Il suo corpo venne sepolto nella vicina Chiesa di San Giacomo, poi distrutta e ricostruita da un devoto, Cesare Lami, che scavando ha ritrovato il corpo disfatto di Rizzerio. Sul muro di cinta si legge: Sono questi i santi frati miei, la loro santità è nascosta ai frati e al mondo, ma è nota a Dio.

Proclamato beato da Gregorio nel 1838, la devozione popolare gli attribuiva il potere di guarire i malati di “febbre maltese ”.

Oggi l’Eremo è una struttura ricettiva che accoglie turisti, pellegrini e amanti della natura e del messaggio francescano.

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Rivista scientifica su tematiche e percorsi francescani della zona Umbria-Marche, ma non solo. www.sentierofrancescano.it
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