Francesco. Il santo di Assisi all’origine dei movimenti francescani di Giovanni Miccoli

«Francesco d’Assisi è da sempre un santo popolare. Del tutto singolare è invece l’attuale congiuntura di entusiasmi francescani. La novità sta nel fatto che il cardinale Bergoglio, primo papa gesuita, ha deciso di assumere il nome di Francesco, con esplicito richiamo al santo di Assisi. Perché questa scelta? Quale fu la storia vera di Francesco e dei suoi compagni “minori”? E qual è oggi il suo significato? Insomma, per quali tramiti e attraverso quali suggestioni Bergoglio è pervenuto ad associare Francesco d’Assisi al suo auspicio di una Chiesa povera, individuando in lui il simbolo di riferimento per proporla e realizzarla?».

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La storia di Francesco d’Assisi rappresenta uno dei punti chiave dell’intera vicenda bimillenaria del cristianesimo. Né quel punto di forza si esaurisce nella sua – pur esemplare – vicenda biografica, giacché il suo straordinario percorso di vita si salda profondamente con la vicenda storica dell’ordine da lui fondato: un ordine divenuto in pochi decenni il più numeroso e vivace dell’intera cristianità occidentale. In effetti, il nesso fra la sua originaria proposta cristiana e gli indirizzi perseguiti dall’ordine che ne derivò pone non pochi problemi. Come non poche questioni si pongono se si analizzano le caratteristiche e le prospettive reali dell’esperienza religiosa di Francesco e dei suoi primi compagni mettendole a confronto coi termini in cui furono variamente tradotte e tramandate nella pratica e nella memoria storica della Chiesa nei secoli successivi. Non è un caso che la figura di Francesco, canonizzato a pochi anni dalla sua morte, sia divenuta riferimento per una straordinaria varietà di movimenti e prospettive, spesso in aperta contraddizione con quanto i suoi scritti autentici propongono e suggeriscono. Sta in questo intrico di problemi l’aspetto centrale di quella lunga e ancora attualissima «questione francescana» che è resa ancora più intrigante dalla recente scelta del cardinale Bergoglio di adottare, come vescovo di Roma, per la prima volta il nome di Francesco: perché al Francesco storico, largamente conoscibile nei suoi aspetti di fondo, si sommano e si aggiungono i tanti Francesco che la tradizione ha costruito, e che continuano a proporre molteplici, differenti modelli di esperienza religiosa.

Giovanni Miccoli, nato a Trieste nel 1933, ha studiato presso la Scuola Normale Superiore e l’Università di Pisa, dove è stato allievo di Ottorino Bertolini, Delio Cantimori e Arsenio Frugoni. Per oltre quarant’anni ha insegnato Storia medievale e Storia della Chiesa prima a Pisa, poi a Trieste, a Venezia e di nuovo a Trieste. In ambito medievale si è occupato soprattutto di riforma gregoriana e di origini francescane; in ambito contemporaneo di antisemitismo cattolico, di Vaticano, guerra e Shoah, e degli orientamenti del papato dopo il concilio Vaticano II. Alla sua opera è dedicato il volume Una storiografia inattuale? Giovanni Miccoli e la funzione civile della ricerca storica, a cura di G. Battelli e D. Menozzi (Viella, 2005).

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Rivista scientifica su tematiche e percorsi francescani della zona Umbria-Marche, ma non solo. www.sentierofrancescano.it
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